Esiste un meccanismo che va spiegato prima di procedere nel racconto di cosa sia stata l’edizione 2014 di “‘O smagiá lâ tùaia” (5 – 7 settembre). Il meccanismo consiste nella consapevolezza della validità dell’arte oltre il transitorio. Per validità si intende soprattutto il messaggio. Nel caso di i ‘O smagiá lâ tùaia il messaggio è il seguente: esiste un luogo, che è Stradella in Oltrepò Pavese, dove il vino è stato inteso non soltanto nel suo significato di livello immediato (il vino si produce, il vino si beve, il vino si vende) ma nel suo potenziale di elemento artistico. Non è il primo caso in cui il vino viene utilizzato come materia pittorica e oggetto d’ispirazione, però è la prima volta che a farlo sono chiamati artisti provenienti da regioni diverse, accomunati dal dinamismo del pensiero, dalla ricerca, da una visione e trasposizione concettuale. La necessità contingente nel 2014 è stata quella di non disperdere o vanificare quanto realizzato nelle prime tre edizioni dell’action painting a causa di una concomitanza puramente temporale, ossia tempi ristretti di organizzazione del format già consolidato. Come accade (o dovrebbe accadere) in ogni situazione di crisi, intesa come rottura e cambiamento rispetto al passato, la necessità di affrontare il “problema” ha portato a un nuovo metodo: per un anno, l’action painting s’è trasformata in perfomance artistica e, per il primo anno, le 18 opere già realizzate sono state esposte in una mostra compiuta sull’arco di tre giorni. Non solo: l’intenzione è quella di rendere la mostra itinerante e diffusa sul territorio Oltrepò Pavese e al di fuori dei confini territoriali, creando percorsi fisici, ma anche concettuali com’è nell’identità di ‘O smagiá lâ tùaia. Un ruolo determinante in questa realizzazione e nel suo sviluppo è quello che ha avuto e che avrà il Comune di Stradella, così come una testimonianza forte di condivisione dell’idea è venuta dagli artisti che hanno formulato la perfomance del 5 settembre (Gianni Macalli, Alberto Mori, Jean-Luc Ver in “PamphletArtOrchestra – Vino versato ad arte”) e dagli artisti delle passate edizioni che sono arrivati a Stradella per condividere a loro volta l’edizione del cambiamento. Non da spettatori, però, ma coscienti che il cambiamento porterà le loro opere già presenti o quelle che verranno in un “viaggio” partito il 5 settembre. La performance “PamphletArtOrchestra” si è conclusa con un’azione dedicata a Pino Masnata, poeta futurista stradellino. Il pubblico è stato invitato a scrivere una propria riflessione, un’idea, una parola, una suggestione su di un foglio che riportava la frase: “Lancia il tuo pensiero”. I fogli sono stati lanciati dal palco del Foyer in teatro. Quei fogli diventeranno parte integrante di “‘O smagiá lâ tùaia” edizione 2014, testimonianza di un’azione fisica e simbolica ma, soprattutto, di pensieri non caduti nel vuoto.


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